Cultura in Metin2: Ideogrammi - Mostri e PG/PNG

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Le prime scritte ad ideogrammi in cui ci imbattiamo sono quelle nella finestra di scelta del PG. A seconda del personaggio che abbiamo davanti la scritta cambia.

Guerriero[modifica]

武士- bushi o samurai o ronin


Samurai.jpg

Letteralmente significa Bushi (武士), veniva usato per indicare i guerrieri sia Samurai che Ronin.
Ci accorgiamo dunque che il Guerriero o War si ispira ad una figura storica realmente esistita.
Il samurai (侍) era un militare del Giappone feudale appartenente alla casta aristocratica dei guerrieri. Il nome deriva sicuramente da un verbo, che letteralmente significa "colui che serve". I samurai usavano una grande varietà di armi, anzi un'evidente differenza tra la cavalleria europea e i samurai riguarda proprio l'impiego delle armi, poiché i samurai non ritennero mai che esistessero armi disonorevoli, ma solo armi efficienti ed inefficienti.
Tuttavia l'arma per eccellenza del samurai restava la katana che diventava un tutt'uno con il guerriero a tal punto da far diffondere l'idea che l'anima di un samurai risiedesse nella propia katana.
Provate ad immaginare il guerriero con indosso una Corazza del Monaco, di Ferro o della Tigre e con in mano la Spada sarebbe la riproduzione verosimile di un Samurai con l'armatura e la propria Katana.

Questi sono alcune letture del termine bushi usate a seconda del grado del guerriero.

  • Buke (武家) - un appartenente ad una famiglia militare, un suo membro
  • Mononofu (もののふ) - termine arcaico per "guerriero". Veniva usato per la fanteria.
  • Musha (武者) - abbreviazione di Bugeisha 武芸者, letteralmente "uomo delle arti marziali"
  • Shi (士) - pronuncia sinogiapponese del carattere che comunemente si legge samurai
  • Tsuwamono (兵) - termine arcaico per "soldato", indica una persona valorosa;



Ninja[modifica]

忍者- Assassino


Anche se gli ideogrammi letteralmente significano Assassino ( lettura giapponese: SHIKAKU o SEKKAKU o SHIYAKU ) viene erroneamente letto come "Ninja" e lo stesso personaggio del gioco si rifà da questa figura. Il termine Ninja (忍者 , una seconda lettura di questi due ideogrammi è SHINOBIMONO) venne utilizzato per indicare la figura della spia nel Giappone feudale dal 1185 al 1868 circa.
I ninja portavano abiti neri per la notte e abiti di colore marrone-cachi per le ore del giorno. Erano esperti di arti marziali e la preparazione fisica meticolosa occupava gran parte della loro giornata. All'occorrenza, un Ninja poteva fungere da sicario e compiere un omicidio mirato, ma non stragi come ormai consueto pensare nell'immaginario collettivo. Essi, poi, non erano soltanto delle spie. Oltre allo spionaggio vero e proprio, costoro erano esperti di sabotaggio, tortura, ed appunto, l'eliminazione fisica degli avversari, avevano quindi una funzione polivalente.
Siamo abituati ad immaginare lo stereotipo di ninja la tipica Katana dei Samurai. Tuttavia utilizzavano un vasto assortimento di armi in funzione della tipologia di missione che dovevano compiere.
Abbiamo riscontrato quindi che anche la figura del Ninja è realmente esistita in Giappone. In gioco quello che più rappresenta la vera figura di un ninja è appunto quest'ultimo con indosso un Abito Vento Oscuro di notte, con l'Abito Formiche Leonine di giorno.


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Shamana[modifica]

巫堂 - mudang; sacerdotessa o shamana

Sull'origine della figura della Shamana ci sono più ipotesi.

  • La prima possibile traduzione è la seguente: il primo ideogramma è il kanji di "Miko", il secondo è il kanji di "Dou" che significa tempio (questa è una traduzione più interpretativa).
  • La seconda traduzione è più letterale: il primo ideogramma sta per "dotato di magia", il secondo sta per "clan" o "ordine", letterale quindi sarebbe "l'ordine di colui che è dotato di magia".


Possiamo dedurre che la figura della Shamana è riconducibile a quella della figura dello sciamano appartenente al movimento "culturale" dello sciamanesimo. Probabilmente quello coreano, sostituito poi dal Buddhismo nel 700 d.C., ma anche quello generale sviluppatosi in varie parti del mondo.
Nello sciamanesimo coreano ogni elemento ha il proprio spirito: c’e la credenza che fantasmi, spiriti e geni (spiriti protettori e guardiani) possano influenzare la sorte di ogni essere umano. La maggior parte degli sciamani sono donne, conosciute come Mudang (무당 - scrittura Hangùl; 巫堂 - scrittura kanji) o Tangol (당골), esse hanno il potere d’intermediare tra spiriti, déi e uomini, curare malattie, praticare l’esorcismo contro spiriti malvagi, comunicare con i morti e condurre gli spiriti dei defunti nell’aldilà. Durante i rituali possono entrare in trance: l’anima della sciamana lascia il corpo per viaggiare in altri mondi. La derivazione etimologica della parola proviene dapprima dal tunguso(lingua altaica parlata in Siberia orientale e Manciuria) "šaman", a sua volta dal pali (lingua indiana) "samana", derivato dal sanscrito(lingua indoeuropea) "sramana" che significa "monaco".

Ad avvalere questa tesi c'è anche il fatto che le shamane appartenenti a questa tradizione usavano oggetti musicali vari, ventagli e campane che sono poi gli oggetti che usano le shamane su Metin come armi.

Sura[modifica]

Sura.png

La traduzione letterale degli ideogrammi 修羅 (Lettura giapponese: Shura) è "Colui che ha poteri fisici e mentali" interpretata poi come "demone".
Per poter ricollegare la figura del sura dobbiamo allontanarci dalla cultura orientale giapponese, cinese o coreana per addentrarci in quella indiana. Infatti la parola Shura si pensi derivi dal termine Ashura ( 阿修羅, असुर) corrispondente in linea generale agli Asura del sanscrito vedico (lingua utilizzata nei Veda, antichi libri religiosi dell'India) ed indica la classe degli Dèi.
Con il termine Asura vengono indicati nel Ṛgveda (testo vedico) varie divinità.
Successivamente questi Dèi primordiali verranno detronizzati dai Deva (देव) che con il tempo acquisiranno connotazioni positive attribuendo caratteri demoniaci agli antichi Asura. Da tenere presente, tuttavia, nei più antichi inni del Ṛgveda i termini Deva e Asura sono intercambiabili. Il cambiamento avviene successivamente, infatti nel Śatapatha Brāhmaṇa si trova una prima spiegazione della detronizzazione degli Asura a vantaggio dei Deva. Secondo questo testo ambedue le classi degli Dèi furono originati dallo stesso principio, Prajāpati, e dotati sia della parola vera che di quella falsa, ma se i Deva scelsero il "vero", gli Asura gli preferirono il "falso".

Questo sviluppo verso l'opposizione delle due classi di divinità (asura e deva) è comprensibile alla luce di una caratteristica posseduta dai soli asura rispetto ai deva: un particolare potere generato dalla loro misteriosa natura etica. Con il tramonto del periodo vedico, la natura misteriosa degli asura si trasformò in "potere malefico" facendo decadere gli asura al rango di demòni. Si capisce dunque da dove derivi la descrizione demoniaca del sura che incontriamo alla creazione del personaggio.

Lican[modifica]

Contrariamente alle altre classi, il lican non ha origini nella cultura orientale ma in quella occidentale. Secondo la leggenda, i licantropi sono esseri umani che, nelle notti di luna piena, si trasformano in lupi antropomorfi assetati di sangue. Una volta che qualcuno viene morso da queste bestie, egli si trasformerà a sua volta in un licantropo. Uno dei modi per sconfiggerli è usare l'argento (sotto forma di armi bianche o proiettili).

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