Cultura in Metin2: Simboli

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In questo capitolo si affronteranno tutti i simboli pervenuti in game. Il simbolo è un elemento di comunicazione, che esprime dei contenuti riguardo un concetto, una religione un movimento culturale o un pensiero e ne diventa il significante.
Cercheremo quindi di dare un significato ai simboli trovati non necessariamente nel contesto puramente del gioco.


Taijitu tripartito[modifica]

Samsaeg-ui Taegeuk situato sulla schiena delle Soldatesse Eid Bianche

Il Taijitu (太极图) è un famoso simbolo della cultura cinese legato al taoismo, che rappresenta la ying e lo yang. Di esso esiste una versione tripartita che nelle diverse culture arriva a assumere significati differenti.

Corea[modifica]

Tae-Geuk

L'equivalente coreano del Taiji è il Tae-Geuk (o Taegeuk), rappresentato anche sulla bandiera della Corea del Sud. Veniva usato per scacciare gli spiriti maligni. Durante le dinastie Goryeo e Joseon, fu usato per rappresentare il Taoismo coreano e per esprimere la speranza di armonia dello yin e yang per permettere alle persone di vivere felici con un buon governo.
I colori usati sono il rosso e il blu, che rappresentano il cielo e la terra.
Una variante popolare è il Samsaeg-ui Taegeuk (삼색의 태극), che ai due esistenti aggiunge un lobo giallo che rappresenta l'umanità.

Cina[modifica]

Un simbolo simile al Tae-Geuk è il Gankyil (三太極), usato nel buddhismo tibetano. Il significato della rappresentazione può variare in base ai vari insegnamenti: nello Dzogchen (l'insegnamento centrale dello Nyingmapa, una delle quattrocorrenti del buddhismo tibetano) rappresenta la Grande Perfezione in cui si uniscono la Base, il Percorso (il metodo) e il Frutto (il prodotto).
Tra i vari significati può indicare la vittoria sui tre veleni, i Tre Corpi di Buddha o i Tre gioielli.
Spesso viene utilizzato per rappresentare il simbolo del "Gioiello che esaudisce i desideri", uno dei sette attributi del cakravartin o viene posto al centro del simbolo della ruota del Dharma, Dharmacakra.

Giappone[modifica]

Tomoe Kamon

In Giappone prende il nome di tomoe o tomoye (arcaico) (巴). L'origine e il significato del Tomoe restano tuttora sconosciuti e sono oggetto di controversia.

Gli utilizzi più comuni però sono principalmente due:

  • Fu utilizzato molto spesso come Kamon (simbolo riconoscitivo) di molte famiglie che venne tramandato di generazione in generazione. Invece nel tardo periodo Heian (794-1185) era di gran lunga la decorazione più diffusa sotto le grondaie e sule tegole dei tetti dei templi: infatti, si riteneva che il disegno, ricordando un "ciclone", fosse un amuleto in grado di rendere impermeabile la struttura. Contemporaneamente, il motivo era diventato un ornamento personale molto amato. Per questi due motivi, assunse una connotazione religiosa. Nel periodo del conflitto feudale, questo significato divenne ancor più evidente, in quanto il tomoe era il simbolo personale di Hachiman, il Dio della Guerra. Come strumento araldico, non era solo un disegno dinamico ed elegante, ma possedeva anche delle qualità religiose e marziali molto ambite.


Tomoe simbolo della trinità scintoista
  • Il secondo utilizzo è per indicare la trinità shintoista. Parlando di trinità shintoista una cosa assolutamente sbagliata è pensare ad un concetto trinitario analogo a quello del Cristianesimo. Si può dire che la trinità shintoista non sia altro che il frutto del rapporto cosmico tra i due poli primordiali dell'energia. Di questa triade fanno parte i suddetti In e Yo (i due poli), corrispondenti ai principi taoisti Yin e Yang, e una terza parte, chiamata in cinese Yuan. Questa terza parte rappresenta ciò che nasce dall'interazione dei due principi primordiali, simboleggia i fenomeni e le manifestazioni prodotti dall'eterna interdipendenza di essi. Rappresenta, più sinteticamente, la terza fase della cosmologia shintoista, seguente a quella della bipolarità, ovvero la manifestazione dell'energia cosmica. Questa manifestazione finale che scaturisce dall'interazione eterna delle due forze primordiali è la natura dell'universo, la sua esistenza stessa, la sua vita, il suo continuo progredire in cicli eterni, nonché la sua molteplicità, sia essa spirituale, manifesta attraverso gli dèi del cosmo, i kami, sia essa fisica, ossia corrispondente al livello esistenziale umano.


  • É anche considerato la rappresentazione del fuoco, l'aria e l'acqua, i tre grandi principi della Natura. Viene usato per proteggere la casa da vari mali quali incendi, inondazioni e furti.

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Dharmachakra[modifica]

Dharmachakra situato sul vestito dell'Arciera eid Bianca

La ruota del Dharma a otto raggi o Dharmachakra (in sanscrito) è uno degli otto simboli di buon auspicio della religione buddhista.
Quando Siddharta Gautama raggiunse lo stato di Buddha, decise che non era giusto tenere per sé quanto aveva appreso, quindi iniziò a insegnare la sua dottrina, cioè fece girare la Ruota del Dharma, o ruota della Dottrina o della Legge. La ruota del dharma simbolizza quindi la "messa in movimento", cioè l'attivarsi e la diffusione della dottrina buddhista.
Lo fece la prima volta a Sarnath, nel parco delle Gazzelle (che per questo motivo vengono spesso rappresentate sotto la ruota) quando enunciò le Quattro Nobili Verità e il Nobile Ottuplice Sentiero.

La ruota è formata dal mozzo (parte centrale), i raggi e il cerchio:

Dharmacakra, simbolo della religione buddhista
  • Il mozzo rappresenta il “motore immobile”, l'essenza primordiale della mente. Spesso sul mozzo è rappresentato il Taijitu tripartito, di cui le tre componenti rappresentano il Buddha, il Dharma (gli insegnamenti) e il Sangha (la comunita’ spirituale).
  • I raggi rappresentano gli otto nobili Sentieri:

- la Retta Comprensione;
- il Retto Pensiero;
- la Retta Parola,;
- la Retta Azione;
- I retti Mezzi di Sussistenza (Condotta di Vita);
- il Retto Sforzo;
- la Retta Consapevolezza (presenza mentale);
- la Retta Concentrazione.

  • Il cerchio rappresenta il mondo fenomenico e il suo eterno perpetuarsi fino a che sarà sconfitta la radice della sofferenza.



Un'altra interpretazione del dharmacakra fa riferimento ai tre livelli della pratica buddhista:

  • il mozzo sta a indicare la pratica della disciplina, la paramita o virtù indispensabile della moralità, grazie a cui la mente è sostenuta e resa stabile;
  • i raggi rappresentano la pratica della saggezza nella comprensione della vacuità di tutti i fenomeni, privi come sono di natura inerente, per cui addestrando la mente nella saggezza della vacuità l’ignoranza è sradicata;
  • il cerchio per l’addestramento della meditazione e la concentrazione che sostiene ogni pratica della Dottrina.


Nell’India pre-buddhista la Ruota ebbe almeno due significati, quello di arma e quello di simbolo del Sole e per estensione tutti i livelli simbolici ad esso connesso. Il simbolismo della ruota come arma nel Buddhismo assume il significato di condizione protettiva come parte e strumento delle pratiche rituali tantriche che si avvalgono di un mandala.

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Corvo a tre zampe[modifica]

I motivi decorativi che ricoprono i pavimenti del primo e del secondo piano della grotta dell'esilio, non sono nient'altro che un noto simbolo della mitologia dell'Asia e del nord Africa: il corvo a tre zampe. <br\> <br\>

Da sinistra a destra: Grotta dell'Esilio, dettaglio del pavimento, simbolo del corvo a tre zampe.

<br\> <br\> Nella mitologia dell'est asiatico questo simbolo spesso viene associato al sole, lo impersonifica o lo rappresenta, ma a seconda del paese ha un valore diverso.


Corea[modifica]

Nella mitologia coreana è conosciuto come Samjogo Kari-sae (hangul: 삼족오, hanja: 三足烏) il Samjogo era riconosciuto come un simbolo di potere, addirittura più potente del drago cinese e della fenice. L'uccello con tre zampe è uno degli emblemi che potrebbero sostituire la fenice nello stemma nazionale coreano, che verrà rivisitato nel 2008.

Cina[modifica]

Secondo la mitologia cinese il corvo dorato con tre zampe (金烏/金乌) rappresenta il sole, in origine esistevano dieci uccelli del sole che vivevano appollaiati su un gelso nel mare dell'est; ogni giorno, uno dei dieci uccelli veniva scelto per viaggiare intorno al mondo su di un carro guidato dalla dea Xihe, considerata la "madre del sole". <br\> La leggenda vuole che, intorno al 2170 a.C., tutti i dieci uccelli del sole partirono per il viaggio intorno al mondo nello stesso giorno, rischiando così di incendiare la Terra; l'arciere Houyi salvò tutti abbattendo nove corvi e lasciandone in vita uno solo.
Nella mitologia cinese, il Fènghuáng (鳳凰/凤凰) è l'equivalente dell'uccello a tre zampe, e se ne trovano tracce nell'arte e nella letteratura di quasi 7000 anni fa. Secondo le antiche scritture Erya, il Fenghuang ha il becco di un gallo, il muso di una rondine, la fronte di un pollo, il collo di un serpente, il petto di un'oca, la schiena di una tartaruga, le zampe di un cervo e la coda di un pesce.
In Cina il gallo celeste, o uccello dell'alba è visto come un gallo a tre gambe con piume dorate. É considerato l'antenato di tutti i galli.<br\>

Giappone[modifica]

Nella mitologia giapponese questa creatura è un corvo imperiale ed è chiamato Yatagarasu (八咫烏), uccello di proprietà della dea del Sole Amaterasu, la dea del sole nella religione shintoista.
Lo Yatagarasu compare in antichi documenti giapponesi in cui si narra anche che abbia combattuto e ucciso una bestia intenzionata a divorare il Sole, e che sia altresì il protettore dell'imperatore Jimmu.
Oggi, la versione a tre zampe dello Yatagarasu è utilizzata come simbolo della federazione calcistica del Giappone.


Nella mitologia occidentale invece non appaiono mai rafigurazioni di uccelli a tre zampe.

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