Cultura in Metin2: Varie

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In questo capitolo si andrà ad analizzare tutto ciò che in Metin ha un collegamento con la realtà e non può essere messo in capitoli specifici.

Lo Yang[modifica]

Moneta d'ottone da 1 fun del 1982
Moneta di rame da 5 fun del 1982
Moneta di cupronichel da ¼ yang del 1982
Moneta d'argento da 1 yang
Moneta d'argento da 5 yang

Come sappiamo lo Yang Icona Yang.png è la moneta ufficiale di Metin2.
Non tutti sappiamo però che questa moneta è stata una vera valuta in Corea per un breve lasso di tempo che decorre tra il 1892 e il 1902.
Lo Yang (양/兩) era suddiviso in 10 jeon (전/錢) e 100 bun o fun (분/分); 5 yang corrispondevano a un hwan (환/圜).
La parola coreana "yang" è imparentata con quella cinese "tael" (pronunciata "liǎng" in cinese). Anche il termine "fun" (pronunciato "pun" ma scritto con una "f" sulle monete) è imparentato con una parola cinese, "fen", che indica un centesimo di yuan (cinese), mentre "hwan" è imparentato con la parola "yuan" stessa.
Le monete furono coniate in tagli da 1 fun, 5 fun, ¼ yang, 1 yang, 5 yang e 1 hwan. Tutte le monete recavano il titolo della stato, "Grande Joseon" (Grande Corea; 대조선; 大朝鮮).

Yang coreano - Monete
Taglio Composizione
1 fun Ottone
5 fun Rame
¼ yang Inizialmente cupronichel;

successivamente rame e argento.

1 yang 80% argento
5 yang
o
1 hwan( =5 yang)
90% argento

Il Ministero del Tesoro stampò una serie di banconote che non furono però mai emesse. I tagli erano da 5, 10, 20 e 50 yang.










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Buoni del drago[modifica]

Buoni del drago

Nell'immagine dei buoni del drago, è possibile notare un mucchietto di dischi con un foro al centro.
Tali oggetti potrebbero rappresentare le antiche monete cinesi che avevano proprio quella forma, ed erano conosciute dagli occidentali col termine inglese di cash (cinese tradizionale: 方孔錢, cinese semplificato: 方孔钱, pinyin: fāng kǒng qián, letteralmente: moneta con foro quadrato) usato per indicare un tipo di moneta usato in Cina e in Asia orientale dal II secolo a.C. fino al XX secolo.
Il cash (dal portoghese caixa, cassa, o dal telugu e kanarese kasu, o dal tamil: kas) ha avuto in Cina nomi diversi, tra cui "li" che significa anche la millesima parte di un tael (= oncia). E questo era anche il valore di tali monete, mille delle quali equivalevano appunto ad un'oncia d'argento.

Alcune tipiche monete cinesi

Tradizionalmente le monete erano fuse in rame, ottone o ferro.
Alla metà del XIX secolo, le monete erano fatte per 3 parti di rame e 2 parti di piombo. Esistono anche monete fuse in oro e argento ma erano più rare.

Queste monete ebbero origine dal baratto di attrezzi e di eccedenze agricole e inizialmente avevano diverse forme.
All’unificazione politica della Cina ad opera dell’imperatore Qin Shi Huangdi nel 221 a. C. seguì una progressiva unificazione culturale, percepita in tutti gli aspetti della vita sociale e, quindi, anche nella coniazione delle monete, per le quali si adottò la forma rotonda con foro quadrato, mai più mutata fino alla fine della dinastia Qing, nel 1911 d.C.
La caratteristica generale delle monete cinesi, la cui forma è rotonda come le monete occidentali, è proprio la presenza del foro quadrato all’interno; le forme geometriche del cerchio e del quadrato rappresentano rispettivamente il cielo e la terra e corrispondono ad un’antica credenza cinese.
Il foro interno, oltre a facilitare la loro esecuzione per fusione, serviva a rendere più facile il loro trasporto, il foro permetteva infatti di legare assieme le monete, con una stringa di lino o cotone, per creare i tagli maggiori, come accadeva spesso a causa del basso valore delle monete. Il numero di monete in un collana di cash variava secondo il tempo e le località, ma erano minalmente di 1000.

Fronte e retro di una moneta cinese tradizionale

Sul diritto dei cash appaiono quattro ideogrammi: due di essi, normalmente sull'asse verticale indicano il nien hao o titolo di regno, cioe' la denominazione scelta da ogni Imperatore per caratterizzare il proprio regno. I due ideogrammi sull'asse orizzontale esprimono il concetto di moneta con termini del tipo gioiello universale, moneta corrente, ricchezza circolante.
Il rovescio dei cash emessi fino alla fine della dinastia Ming (1644) e' di solito liscio, e solo eccezionalmente vi appaiono i simboli della luna, delle stelle o simili.
Nel periodo delle Dinastie Tang e Song (618-1279 d.C.), le monete recano iscrizioni con differenti stili di grafia. Sono per lo più scritture di famosi artisti, poeti ed imperatori, con l’indicazione dell’anno. Alcune calligrafie sono semplici ma eleganti, alcune delicate e sottili, altre più arrotondate e morbide. Possono recare anche frasi augurali o di pace; un’unica moneta può avere insieme due o anche quattro diversi stili di scrittura.

In Corea, Giappone e Vietnam furono coniate monete cash di rame nella seconda parte del secondo millennio, in tutto simili a quelle usate in Cina.


Scarpe di Qilin[modifica]

Statua di un Qilin

Le tanto agognate Scarpe di Qilin che sono presenti in gioco si rifanno anch'esse a qualcosa di realmente esistente nelle tradizioni orientali.

Scarpe di Qilin

Il Qilin (麒麟), noto anche come Kylin, Kilin o Kirin, è una creatura della mitologia cinese e giapponese simile ad una chimera, avendo la testa ed il petto di un drago,un corno sulla fronte, il corpo circondato da fiamme a rappresentare le ali e la coda e le gambe da cavallo. La parola è composta da due parti: Qi che significa maschio e Lin che significa femmina. La leggenda narra che appaia in contemporanea alla nascita o alla morte di un uomo saggio o di un Imperatore. Si pensa sia una creatura che porta fortuna e prosperità, per questo motivo è spesso ricamato su vestiti o ritratto in molte opere d'arte. Inoltre è frequentemente associato al punto cardinale dell'ovest. Ciò è più comune in Cina che in Giappone.
Gli orientali si sono spinti fin oa rendere tale figura leggendaria la reincarnazione dei cinque elementi: Terra, Aria, Acqua, Fuoco ed Etere, di cui tutte le cose sono fatte.

Nella lingua giapponese moderna, inoltre, tale nome è utilizzato per indicare la giraffa.

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Gunbai[modifica]

Fiero Fanatico Oscuro
Un gunbai

Tutti abbiamo incontrato almeno una volta il Fiero Fanatico Oscuro e abbiamo visto più volte la strana arma che tiene in mano: essa trova un corrispettivo nella vita reale e ha un'origine molto antica. L'arma in questione si chiama gunbai (軍配 abbreviazione per 軍配団扇 gunbai uchiwa) ed è una tipologia di ventaglio da guerra giapponese.
Realizzati in legno semplice o in legno ricoperto da placche metalliche, i gunbai sono ventagli rigidi che venivano utilizzati dai samurai per comunicare gli ordini ai propri commilitoni.

Al giorno d'oggi, continuano ad essere usati nella disciplina del Sumo dai Gyōji, per designare il vincitore degli incontri. Da questo uso è derivata una nomenclatura peculiare di questo sport: i Gyōji vengono spesso soprannominati Gunbai.



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Porcellana Seladon[modifica]

Vasetto in porcellana Seladon

L'arte della ceramica è un arte molto antica di origine orientale. Per questo motivo possiamo trovare in metin la figura del vasaio Yonah. Tra le tante missioni esistenti in gioco, a livello 53 una in particolare si chiama Porcellana Seladon. Questo tipo di porcellana esiste realmente ed ha ovvie origini orientali. Il celadon è un tipo di ceramica, proprio della Cina (cinese: 青瓷 ) e dell'Estremo Oriente, tipico della Corea del periodo Koryŏ (918-1392), che utilizza una vetrinatura (cioè uno smalto vetroso) verde o blu-grigia traslucida. Le ceramiche celadon dell'epoca Koryŏ sono gli oggetti d'arte coreani più conosciuti al mondo. Si trovano tuttavia celadon primitivi in Cina, dove fu inventato nella regione di Yue.

Vasaio Yonah

l colore blu verde del celadon proviene da una piccola quantità di ossido di ferro inclusa nella vetrina al momento della cottura in atmosfera riducente,Una cottura ossidante (con una grande quantità d'aria) dà alla vetrinatura un colore giallo bruno. Capita che, durante il raffreddamento, il forno si riossigeni e alcuni vasi presentino entrambi i colori. I vasi del periodo Koryŏ utilizzavano anche l'applicazione di decori all'ingobbio neri o bianchi, depositati nelle incisioni fatte nell'argilla ancora umida e il cui eccesso viene poi asciugato.
Questa tecnica dà un effetto prossimo a quello dell'intarsio. I celadon sono generalmente monocromi, talvolta non decorati, ma più spesso ornati da motivi semplici e finemente messi in rilievo.

La gru, uccello simbolo di longevità e di felicità, è frequentemente rappresentata sui celadon coreani.


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Yongan[modifica]

Mappa della provincia cinese dove è situata Yongan



Il primo villaggio del regno di Shinsoo Flag red.png si chiama Yongan.
Il nome del villaggio non è del tutto casuale, infatti la città di Yong'an esiste veramente. Yong'an (Cinese: 永安; Pynyin: Yǒng'ān )è una città medio-piccola nel centro-ovest della provincia di Fuijan della Repubblica Popolare Cinese. La città è posizionata vicino al fiume Sha e dista 300 kilometri circa da Fuzhou la capitale della provincia. Conta un numero di abitanti pari a 319 000. La città è conosicuta per lo più per le sue ricche risorse naturali e per un apparato industriale relativamente importante.








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Libri Arte della Guerra[modifica]

Tra i vari libri che si possono droppare all'interno del gioco ci sono i tre libri dell'Arte della Guerra rispettivamente: Arte della Guerra Sun-Zi Icona Arte della Guerra Sun-Zi.png, Arte della Guerra Wu-Zi Icona Arte della Guerra Wu-Zi.png e il Wei Liao Zi Icona WeiLiao Zi.png.
Questi nomi non sono stati assegnati a caso, bensì si rifanno a dei libri di guerra realmente esistiti. Più precisamente si rifanno ai Sette Classici Militari ( Cinese tradizionale: 武經七書, Cinese semplificato: 武经七书 ) che furono sette testi importanti dell'atica Cina.
Questi testi vennero racchiusi sotto questo nome nell'undicesimo secolo d.C. Per gli ufficiali imperiali era richiesta la lettura e la conoscenza di alcuni, se non tutti, di questi testi per la promozione.
Fu l'Imperatore Shenzong ( 宋神宗 ), il sesto dellla dinastia Song, a decidere quali testi avrebbero composto quest'antologia nel 1080.
La scelta ricadde sui seguenti testi:

  • I Sei Insegnamenti Segreti di Jiang Ziya
  • I Metodi del Ssu-ma
  • L'Arte della Guerra di Sun Tzu
  • Wuzi di Wu Qi
  • Wei Liaozi
  • Le Tre Strategie di Huang Shigong
  • Domande e Risposte di Tang Taizong e Li Weigong

Questi testi compongono tutt'oggi quest'antologia.

L'Arte della Guerra[modifica]

Copia su bambù della parte iniziale del trattato

L'Arte della Guerra ( Cinese tradizionale: 孫子兵法, Cinese semplificato: 子兵法, Pinyin: Sūnzĭ Bīngfǎ) è un antico trattato militare cinese attribuito a Sun Tzu (conosciuto anche come Sun Wu o Sun Zi), generale di alto rango, grande stratega e tattico.
Il libro è composto da tredici capitoli, ognuno dei quali tratta un singolo aspetto della guerra. È il più famoso ed influente tra i libri dell'antologia, negli ultimi duemila anni è rimasto il più importante trattato militare in Asia. Ha influenzato non solo il pensiero militare Orientale ma anche quello Occidentale ed è stato di ispirazione anche per varie tattiche e strategie politiche ed economiche.

Riassunto dei capitoli[modifica]

Il trattato è diviso in 13 capitoli (o pian). Originariamente i capitoli non hanno un titolo vero e proprio che venne in seguito assegnato in epoca moderna dai vari traduttori.

  1. Nel primo capitolo analizza i cinque fattori fondamentali (Il modo, le stagioni, il territorio, la leadership e l'amministrazione) e i sette elementi che influenzano il risultato finale di uno scontro bellico.
  2. Nel secondo capitolo Spiega come capire l'economia della guerra e come vincere velocemente scontri decisivi.
  3. Nel terzo capitolo definisce la Forza (di un esercito) non per la sua grandezza ma per l'unità. Inoltre discute dei 5 fattori critici necessari per la vittoria di una guerra che sono in ordine di importanza: Attacco, Strategia, Alleanze, Armi e Città.
  4. Nel quarto capitolo spiega l'importanza di difendere le posizioni principali fino a che il comandante non sia in grado di avanzare in sicurezza.
  5. Nel quinto capitolo spiega l'uso della creatività e il tempo nella costruzione di un esercito.
  6. Nel sesto capitolo spiega come approfittare di un'opportunità fornita dalle debolezze del nemico.
  7. Nel settimo capitolo spiega la pericolosità degli scontri diretti e il modo in cui vincerli se si è obbligati ad affrontarne uno.
  8. Nell'ottavo capitolo si focalizza sul bisogno di flessibilità nelle risposte dell'esercito.
  9. Nel nono capitolo descrive varie situazioni in cui l'esercito potrebbe trovarsi e descrive i metodi per uscirne e come muoversi in territorio nemico.
  10. Nel decimo capitolo analizza i tre punti di resistenza (Distanza, pericoli e barriere) e i sei tipi di posizione sul territorio che ne derivano.
  11. Nell'undicesimo capitolo descrive le nove situazioni più comuni in una campagna militare.
  12. Nel dodicesimo capitolo spiega gli usi generali delle armi e l'uso specifico del territorio come arma.
  13. Nel tredicesimo capitolo si focalizza sull'importanza di sviluppare sicure fonti di informazioni e specifica i cinque tipi di intelligence e come sfruttarle al meglio.

Wu Zi[modifica]

Il Wu Zi (cinese semplificato: 吴 子; cinese tradizionale: 吴 子, pinyin: Wúzǐ) è un opera sulle strategie militari attribuito a Wu Qi. Si è detto che ci sono due libri sull'arte della guerra di Wu Qi, ma uno è stato perso, quindi lasciando il Wuzi come l'unico libro esistente.
Riferimenti storici indicano che il Wuzi era molto famoso e popolare sia nel periodo degli Stati Combattenti e della dinastia Han. Oltre a studi strategici / tattici e la filosofia della guerra, il Wuzi paga significativa attenzione al raggiungimento logistico di preparazione della guerra. L'attuale testo del Wuzi è composto di sei sezioni, ciascuno incentrato su un aspetto critico degli stratagemmi militari: Pianificazione per lo Stato; Valutare il Nemico; controllo dell'esercito, il Tao del Generale; rispondere al cambiamento, e stimolare gli Ufficiali.
Da giovane, Wu Qi ha trascorso tre anni formativi come studente del confucianesimo. Dopo aver ottenuto diversi anni di esperienza amministrativa, è venuto a credere che, al fine di benevolenza e giustizia per sopravvivere nel suo tempo, la forza militare e la preparazione erano necessarie. Senza un forte potere militare per difendersi, credeva che le virtù confuciane sarebbero scomparse, e il male avrebbe dominato il mondo. A causa della sua enfasi sull'importanza del potere militare per la tutela dei diritti civili e la libertà, l'autore del Wuzi credeva che i comandanti devono essere scelti con cura, idealmente da coloro che possiedono il coraggio e che eccelleva nelle arti militari, ma che anche possedevano buone capacità dell'amministrazione civile, e che ha mostrato le virtù confuciane, in particolare quelli di saggezza e di auto-controllo.
Siccome gli eserciti degli Stati Combattenti erano fortemente dipendenti dal cavallo, sia per il trasporto che per la potenza del carro, il Wuzi nelle sue discussioni di logistica pone una maggiore importanza e attenzione alla raccolta e il mantenimento di una forza della cavalleria più che sul mantenimento di fanteria. A causa della guerra combattuta tra nobiltà, verso la mobilitazione di massa degli eserciti civili, il Wuzi sottolinea l'importanza di ottenere il forte sostegno e la lealtà della gente comune.
L'armonia e l'organizzazione sono ugualmente importanti l'uno per l'altro: senza armonia, un'organizzazione non sarà coesa, ma, senza organizzazione, l'armonia non sarà efficace nel raggiungimento di obiettivi collettivi. Ci sono tre passi per raggiungere un disciplinato ed efficace forza di combattimento: buona organizzazione, una formazione completa e motivazione approfondita. È solo dopo la creazione di un disciplinato esercito coeso che raggiungere la vittoria diventa una questione di tattica e strategia. Gran parte del Wuzi discute il mezzo per raggiungere una tale forza.
Il Wuzi, inoltre, consiglia ai generali di adottare diverse tattiche e strategie in base alla loro valutazione di situazioni di battaglia. Fattori che influenzano tattiche e strategie appropriate sono: il relativo terreno e clima, il carattere nazionale dei combattenti, la storia e le caratteristiche personali del comandante nemico e la relativa morale, la disciplina, la fatica, il numero e la qualità generale delle forze nemiche. Nel raccogliere queste informazioni lo spionaggio e l'inganno sono di primaria importanza.

Wei Liaozi[modifica]

Il Wei Liaozi (Cinese tradizionale: 尉繚子, Cinese semplificato: 尉缭子 e pinyin: Wèi Liáozi) è uno dei sette testi dell'antologia e venne scritto durante i Regni combattenti (403-221 a.C.).
L'opera prende il nome presumibilmente da Wei Liao, importante consulente durante la dinastia Qin. Dal momento che il Wei Liaozi contiene quasi nessuna strategia attuale, si ritiene che Wei Liao era un teorico. Una nuova versione del Wei Liaozi è stata scoperta nel 1972 in una tomba della dinastia Han a Linyi. È più filosofico di tono rispetto al testo originale, ma si differenzia in modo significativo solo in pochi posti.


Il Wei Liaozi sostiene spesso sia un approccio civile che militare per affari. Secondo il testo, l'agricoltura e le persone sono le due più grandi risorse dello stato, ed entrambi devono essere nutriti e riguardate con cura. Anche se il Wei Liaozi non menziona esplicitamente il confucianesimo, il testo sostiene un governo basato su valori umanistici, in linea con quella scuola di pensiero. Il sovrano deve essere il paradigma della virtù dello stato. Tuttavia, eterodossia e altri valori che non favoriscano lo stato dovrebbe essere puniti con misure draconiane.

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La Campana[modifica]

La campana è un semplice strumento a percussione. A seconda del luogo, della cultura e dell'uso può variare in dimensioni, colori e materiali di cui è composta. Le prime testimonianze archeologiche di campane risale al 3° millennio a.C. e viene fatta risalire alla cultura Yangshao della Cina Neolitica. Le prime campane rinvenute erano fatte di ceramica, col tempo vennero sostituite da quelle in metallo e le prime testimonianze sono state trovate nei siti archeologici di Taosi ed Erlitou (Cina) che sono datate al 2000 a.C. circa.
Le campane assumono subito un ruolo fondamentale nella cultura orientale grazie alla religione Shintoista e Buddista alle quali è strettamente legata, la loro presenza diventa fondamentale nelle loro cerimonie.
Esistono vari tipi di campane

  • Suzu è una delle tante forme di campana esistenti, molto comuni in Giappone. Sono campanelli sferici che contengono palline metalliche che producono il suono dall'interno.
  • Kane è la campana emisferica che viene colpita sulla parte esterna.
Il padiglione Bosingak a Jongno, Seul
  • La più diffusa e usata sia in Giappone che in Corea è la campana buddista che troviamo sospesa nei templi, conosciuta come Bonshō (梵鐘), conosciuta anche come tsurigane (釣り) oppure ōgane (大鐘).

I buddisti credevano che il suono melodioso delle campane dei templi trasportassero le parole del buddha, portando pace e conforto agli uomini sollevandoli dalle fatiche della vita quotidiana e consolandoli dalle quattro angosce, quella della nascita, della malattia, della vecchiaia e della morte. Si crede anche che il suono delle grandi campane divine possa allontanare gli spiriti maligni e preservare il paese da invasioni e dai disastri naturali.

Padiglione con campana situato a Jinno





Una campana Bonsho è composta da diverse parti distinte:

  • Il Ryūza, una maniglia a forma di drago alla quale la campana è appesa.
  • Il Kasagata, la corona a cupola della campana.
  • Il Chi, le borchie intorno alla parte superiore della campana che migliorano la sua risonanza.
  • Il Koma no tsune, il bordo inferiore.
  • Il Tsuki-za, il luogo rinforzato dove la campana viene colpita. Spesso qusto punto è decorato con un motivo di loto.
  • Le Tatsuki, le bande orizzontali decorative che sono di solito decorate con incisioni di fanciulle celesti, o con figure di persone che fanno offerte.
  • Il Mei-bun, iscrizione che spesso riporta la storia della campana stessa.
  • Lo Shu-moku, la trave di legno appesa usata per colpire il tsuki-za.

La campana in Metin[modifica]

Piccola campana Konguro'o


Come tutti noi sappiamo oltre che come elemento decorativo e architettonico all'interno dei villaggi la campana è stata anche utilizzata come arma per una delle 4 classi di PG, gli Shamani. Queste armi si rifanno alla campana Konguro'o (molto simile alla campana Suzu, ma di dimensioni ridotte) che poi è stata abbellita, decorata e munita di impugnatura per dare vita alle armi che possiamo incontrare all'interno del gioco.

Curiosità[modifica]

Uno degli eventi che non può mancare nel Capodanno tradizionale giapponese è il suono della campana: a partire da mezzanotte, 108 rintocchi, distanziati ciascuno di circa 2 secondi dalla fine del rumore di quello del precedente, scandiscono la gelida aria invernale. I rintocchi sono 108 perchè altrettanti sono i desideri malvagi (煩悩 - Bonnou: ad esempio, avidità, sete di potere ecc) che rovinano le vite degli uomini impedendogli di arrivare alla felicità: ad ogni rintocco della campana, ne viene scacciato uno, in modo da poter essere felici l’anno che verrà.

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Fuochi d'Artificio[modifica]

Capodanno Cinese

Grazie all'ausilio dell'Item Shop possiamo acquistare Fuochi d'Artificio di vario genere come ad esempio: Fuoco d'Artificio Cinese Icona Fuoco d'Artificio Cinese.png, Trottola Icona Trottola.png e (solo nel periodo natalizio) Icona Fuoco Artificiale Natalizio.png Fuoco Artificiale Natalizio di vario colore. Come già il primo nome suggerisce, l'origine di questi manufatti è di origine orientale e più esattamente Cinese.
La Pirotecnica infatti , ovvero l'arte de nel produrre e lanciare oggetti incendiari, detti fuochi d'artificio, mediante polvere da sparo per quanto riguarda l'esplosione e altri reagenti per i colori e gli effetti visivi, nasce in Cina ad opera dei monaci intorno all'anno 1000, a seguito della casuale scoperta (sempre in Cina) della polvere da sparo intorno all'800 (nota anche come polvere nera o polvere pirica).
Tale sostanza iniziò quasi subito ad essere usata per scopi militari, nonostante gli usi che se ne conoscevano all'epoca erano molto rudimentali. I primi ordigni bellici pirotecnici venivano lanciati a mano o con catapulte.

Alcune cronache storiche cinesi riportano che la polvere da sparo fosse usata in Cina dalla dinastia Sung (960-1279). Altre cronache fanno poi menzione dell'uso di razzi contro gli invasori mongoli nel 1279. In realtà i cinesi costruivano già razzi da guerra ed esplosivi fin dal VI secolo, e le tecniche che essi utilizzavano si diffusero in seguito Arabia nel VII secolo.[senza fonte] Ma solo intorno al XIII secolo esse raggiunsero una certa efficacia offensiva.
Oggigiorno gli usi della pirotecnia è esclusivamente per fare spettacolo.

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Nomi NPC[modifica]

Alcuni nomi di NPC sembrerebbero essere rimasti quelli originali coreani.
Ah-Yu, Baek-Go, Chuk-Sal, Deokbae, Handu-Up, Seon-Hae e molti altri sono tipici nomi coreani.
I nomi coreani sono di solito formati da tre sillabe: un cognome composto da una sillaba, seguito da un nome formato da due sillabe; nella traduzione in caratteri romani spesso li si trovano separati da un trattino.
Di solito i nomi sono basati sui caratteri cinesi, e spesso hanno un significato particolare. Ad esempio “Seon” significa bontà, “Yeong” giovinezza, “su” acqua,”Seung” vittoria.
Uno dei caratteri del nome, cioè una delle ultime due sillabe, è talvolta usato per identificare la generazione, e in tal caso è lo stesso per fratelli, sorelle e cugini, mentre l'altro è il nome personale.
Per quanto riguarda i cognomi, ne esistono circa 300 comunemente diffusi in Corea, i più comuni sono Kim, Lee, Park e Choi che rappresentano circa il 50% di tutti i cognomi. I nomi sono generalmente formati da due sillabe, ma certi possono averne anche una o tre.

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O-fuda[modifica]

Diversi tipi di o-fuda

Gli o-fuda ( お札 o 御札: "carta venerabile"), talvolta chiamati shinpu ( 神符 ) sono un popolare tipo di gofu ( 護符 ), talismani distribuiti dai templi shintoisti; sono realizzati scrivendo il nome di un Kami, di un tempio o di un rappresentante del kami su un pezzo di carta, legno, stoffa o metallo.
In Metin questi corrispondono esattamente al Talismano Sconosciuto Icona Talismano Sconosciuto.png, alla Stola del Tempio oppure al Karma della magia Icona Karma della Magia 1.png, o all'Amuleto dell'Orco.
Si crede che un o-fuda abbia il potere di infondere la protezione del dio, e viene generalmente apposto su una porta, una colonna o sul soffitto per proteggere la casa e i suoi abitanti. Può anche essere apposto in posti specifici, ad esempio in una cucina per prevenire dagli incendi. Inoltre può essere posto all'interno dell'altare privato, nelle dimore che ne hanno uno.
Talvolta l'o-fuda viene chiuso in un sacchetto di stoffa decorata, nota come omamori ( お守り ); talismani di questo tipo ebbero origine nel buddhismo, ma sono diventati molto comuni anche nello shintoismo. Mentre un o-fuda protegge tutta la famiglia, un omamori viene indossato dalla persona che intende ricevere protezione dalla divinità.

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Tang pipa[modifica]

Musicista Yu-Hwan

Tutti noi siamo andati almeno una volta nel rispettivo "secondo villaggio" di ogni regno per un motivo o per un altro. Sicuramente tutti ci siamo imbattuti nel musicista Yu-Hwan e avremmo notato che tiene uno strano tipo di chitarra in mano. Ebbene quello strumento è un antico strumento musicale realmente esistente, Il Tang pipa o semplicemente pipa. Il pipa (cinese: 琵琶; pinyin: pípá) è uno strumento musicale cinese a quattro corde. Appartiene alla famiglia dei liuti, ed è formato da un corpo ligneo piriforme (ovvero simile al frutto del pero), con un numero di tasti variabile tra 12 e 26, ed un manico praticamente inesistente.

Il pipa veniva suonato pizzicando le corde con un largo plettro tradizionale sino alla dinastia Tang, oppure con un archetto di bambù. In epoche successive invece si affermò la tecnica di suonarlo con le unghie delle dita.
Si dice che anticamente fosse suonato mentre si andava a cavallo.

Un esemplare di liuto Tang pipa

Storia[modifica]

I primi strumenti considerati precursori del pipa apparvero all'epoca della dinastia Qin (221 - 206 a.C.), ma lo sviluppo e l'affermazione dello strumento si ebbero solo durante la successiva dinastia Han (202 a.C. - 220 d.C.).

Il liuto piriforme è attestato dall'iconografia cinese a partire dal III secolo d.C. Mostrato spesso nelle mani di personaggi dalle fattezze indubbiamente non-cinesi. In questo periodo il pipa presenta un cavigliere fortemente inclinato all'indietro. Tale tipologia, introdotta dall'India (sebbene di origine verosimilmente persiana), era destinata a scomparire dalla Cina dopo il periodo Tang, ma si è conservata in Giappone ( biwa: il liuto giapponese).

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